lunedì 13 luglio 2015

Recensione: Viola, vertigini e vaniglia di Monica Coppola


Viola, Vertigini e Vaniglia
Monica Coppola
BookSalad
€ 14,00
270 pg

La vita di Viola è in fermento: una casa nuova tutta per sé, il ritorno della sua migliore amica Emma da New York e soprattutto l'incontro con Tancredi, affascinante editor che la coinvolge in un progetto editoriale. E anche se si tratta solamente di scrivere racconti su di un buffo tacchino, Viola decide di non lasciarsi sfuggire questa occasione: si licenzia dal call center e inizia a inventare storie sul Tacchino Poldino. Al suo fianco c'è Emma che, oltre ad occuparsi delle illustrazioni, movimenta le sue notti. Viola è decisa a raggiungere la vetta e tra le assillanti richieste delle strampalate zie, i diverbi con la madre e la cugina Archistar, tutto sembra procedere per il meglio. Sembra, perché il progetto rischia di andare a monte. E mentre sta per sprofondare di nuovo nel "pessimismo cosmico" ecco che tutti iniziano a comportarsi in modo strano: l'editore si disinteressa della stroncatura, la zia preferita parte all'improvviso, Emma diventa evasiva e indecifrabile e l'Archistar le sventola sotto il naso un misterioso biglietto giallo. E la bufera di neve che la sorprende durante un viaggio porterà una soluzione per i suoi guai o ulteriori complicazioni?


Viola, Vertigini e Vaniglia, 3 V per descrivere in sintesi un libro che ho divorato in due giorni, complice il we ed una bella abbuffata di mare. Viola come il nome della protagonista, una trentenne che lavora in un call center, appena trasferita in un appartamento tutto suo, con il sogno di divenire una scrittrice. Vertigini come quelle che si provano prima di fare un salto nel vuoto, che sia fisico o letterale, come quella sensazione che ti prende quando la strada intrapresa sembra quella giusto o l’uomo che hai incontrato potrebbe cambiare la tua vita. Vaniglia come un profumo dolce e zuccherato, troppo perfetto da nauseare a volte o causare allergia nei momenti più opportuni.

Ringrazio la BookSalad per avermi dato opportunità di leggere questo libro con cui sono entrata immediatamente in sintonia ed ha saputo regalarmi qualche ora piacevole, ma mi ha anche dato spunto per riflettere sulle occasioni che la vita ci presenta e la possibilità di coglierle al volo facendo un salto nel vuoto.
Viola è una ragazza come me, come tante ne esistono, con una passione sfrenata per gli abiti comodi, una famiglia ingombrante costituita da zie dai nomi floreali ed ognuna in fissa con una piccola mania, una cugina perfetta di fronte alla quale anche una santa sfigurerebbe ed una amica vulcanica capace di riempire la vita ed aiutarti quando l’unica cosa che desidereresti fare è sprofondare nel divano sotto una coperta e vegetare. La narrazione della storia procede attraverso la primavera ed il Salone del libro di Torino, l’estate e la vendita di pesce congelato, l'autunno ed un tacchino scampato al giorno del ringraziamento ma comunque sempre indigesto, l’inverno con feste glaciali a tema e tanta neve da sommergere sperduti paesini nelle Langhe per ritornare alla primavera con il risveglio della natura, fino al fiorire Viola. Viola che ha abbandonato il suo lavoro per seguire un progetto editoriale sulle avventure di un fantomatico tacchino di cui Emma, la sua amica, disegna le sembianze, tra bugie raccontate ai genitori e famigliari per non essere per l'ennesima volta considerata una sprovveduta, un confronto sempre perdente con la cugina-amica di infanzia ormai così lontana; la seguiamo quando nella sua vita compare prima un uomo con camicie perfette e profumo di borotalco, poi con una fugace apparizione un barman acrobatico, per giungere ad un perfetto cake designer; la seguiamo quando sembra perdere tutto per poi finalmente ritrovarsi, e soprattutto trovare l'equilibrio fra quello che era e quello che vuole diventare. 

"Chissà dove si è cacciata la mia stella danzante."
"sarà lì, da qualche parte, nascosta nella costellazione," lei sorride "sta a te trovarla..."


Insieme a Viola scoprirete tutta una serie di irresistibili personaggi, da quelli un po’ stereotipati come le zie floreali e i genitori forse un po' troppo esigenti, al vecchio amico che deve far chiarezza in se stesso, alla amica del cuore che cerca di nascondere la solitudine in un folle volteggiare da un’avventura ad un‘altra, la cugina che in realtà non è così glaciale come sembra. Non esistono eroi o antagonisti in questa storia, esiste solo una ragazza, che tra una scelta sbagliata e una azzardata, tra voli pindarici e cadute di stile, tra avventure impensabili e guai di normale amministrazione è alla ricerca della sua identità, ricerca che con un poco di pazienza, di sano realismo e la capacità di saper cogliere piccoli gesti al di sopra di quelli plateali, è così semplice da trovare.
Nascosto dietro un chick lit dalla tinte romance si nasconde una storia divertente, irriverente, ironica, con qualche piccolo dramma, ma con tanto amore da dare e ricevere, narrato con uno stile fresco e divertente, con riferimenti alla cultura moderna e ben ambientato a Torino, città che grazie alle mie viste ed alla mie scorribande al Salone del libro, ho imparato ad amare.
Se cercate una lettura per la vostra estate che vi faccia buona compagnia, dal colore intenso, la troverete senza alcuna difficoltà tra queste pagine.



Voto: una storia dal colore intenso

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