mercoledì 30 luglio 2014

Recensione: Un'estate da ricordare di Mary Balogh


Un'estate da ricordare
Mary Balogh
Oscar Mondadori (Emozioni)
€ 9,50
336 pg

Kit, conte di Ravensberg, non è certo quello che la buona società londinese di inizio Ottocento definirebbe un gentiluomo: dopo aver abbandonato la carriera militare si è trasferito nella capitale e passa le giornate dedicandosi alla sua attività preferita, scandalizzare i benpensanti. Dal canto suo Lau-ren, dopo essere stata abbandonata sull'altare, è decisa a non commettere mai più l'ingenuità di donare il proprio cuore a un uomo. I due desiderano più di tutto evitare un matrimonio, ma un fidanzamento può far comodo a entrambi: Kit non dovrà subire le candidate proposte dalla sua famiglia e Lauren potrà agire in piena libertà. Nessuno dei due ha però fatto i conti con un ospite inatteso: l'amore vero.

Romance storico ambientato nella società londinese di inizio Ottocento. Bastano queste poche parole per capire di che genere di libro sto parlando quindi salterò a piè pari la mai solita sinossi per tuffarmi a pieno ad enunciarvi cosa penso di questo libro. Innanzitutto il nome Mary Balogh è di per sé garanzia, a quanto mi dicono dato che è il primo libro che leggo di questa autrice, di una storia romantica, deliziosa, a tratti divertenti ma soprattutto dotata di una profonda caratterizzazione dei personaggi e di una curata descrizione di quella che è la società e l’epoca nelle quali ambienta le sue storie, cosa che comunque ho constato di persona.
I luoghi, gli usi, i divertimenti,  tutto è descritto in modo dettagliato e preciso senza però risultare pesante o noioso per il lettore che, diciamocelo chiaro e tondo, è più interessato ai personaggi ed alle loro vicende che a volte al contesto in cui si svolgono.
Ma il contorno è molto importante per capire appieno la storia che si sta leggendo soprattutto in questo caso. Perché Lauren Edgeworth è una vera signora, con la Esse maiuscola e si fa vanto di questo anche se si capirà ben presto che in realtà ella si nasconde dietro questa sua facciata. Cresciuta fin da piccola alla ricerca dell’approvazione della famiglia acquisita e adottiva, educata per sposare il cugino ed essere la sua contessa si vede tutto questo sfuggire di mano rimanendo solo con la sua integerrima reputazione ed il suo comportamento distinto e signorile. Per questo rimane sconvolta in primis lei stessa quando propone a Kit, visconte di Ravensberg, di fingersi la sua fidanzata ed aiutarlo ad affrontare una situazione famigliare al quanto difficile, in cambio di un’estate ricca di avventure e che lei possa ricordare in futuro durante la sua vita da single, o come si direbbe tutt’oggi da zitella, con gioia e nostalgia. Kit dal canto suo, rubacuori e testa calda, accetta per poi scoprire che trova divertente abbattere una ad una tutte le barriere di cui Lauren si è circondata. E pur essendo un uomo di forti passioni si lascia travolgere dalla dolcezza e dai sentimenti delicati che inizia a provare per colei che all’inizio del libro aveva definito “rispettabile, perbene e pudibonda”. I due personaggi sono descritti con grande maestria dalla Balogh soprattutto nella crescita che compiono durante l’evolversi della storia.
Lauren da donna fredda e distaccata si scopre invece capace di grande passione, di ridere, salire su un albero e nuotare nuda in un lago. Si scopre capace di amare e di capire che la libertà non significa affrontare sola il proprio futuro ma scegliere  di cogliere le opportunità che il destino ci offre. Così come Kit scopre invece che un grande fuoco è destinato ad esaurirsi presto se non viene alimentato da tutta una gamma di altri sentimenti, che tacere i propri sentimenti per paura che le persone intorno a te non possano ricambiarli priva gli altri e se stessi di qualcosa di molto importante, scopre che amare forse non è una condanna ma una benedizione. Pur essendo incentrata la storia per gran parte sui due protagonisti, i personaggi secondari non restano sullo sfondo come macchie indistinte, anzi si fanno notare e molto ricordare, soprattutto alcuni di essi che fortunatamente avremo modo di incontrare in altri libri. Un libro che a tratti mi ha sorpreso perché, anche descrivendo così bene i personaggi con gli atteggiamenti consoni per quel periodo storico, strizza l’occhio a qualche follia un po’ più moderna. Un bel libro da consigliare logicamente a chi ama il genere e non si stanca mai di queste storie che forse sembrano un po’ scontate, che a volte lette una lette tutte, ma che continuano a far sognare le inguaribili romantiche come la sottoscritta.


Per chi volesse leggere altre storie della Balogh mi dicono che una serie molto bella è quella dei Fratelli Bedwin che in questo volume fanno una piacevole comparsa, alcuni li ho amati, altri mi sono stati decisamente antipatici, infatti Un’estate da ricordare viene identificato come uno dei tre prequel a quella serie.

Voto: per le inguaribili romantiche

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